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Come attivare Google Analytics sul tuo sito

13 Apr, 2017

Sito Internet
by Sara Nicoli

Il tuo nuovo sito è online? Benissimo, ma se credevi che questo fosse un punto di arrivo, purtroppo dobbiamo dirti che non è così. Per costruire una solida presenza sul web, avere un sito internet è un passo obbligato, ma non l’unico. Allora che fare? Una delle cose più importanti è monitorare il traffico alle tue pagine web per comprendere quali sono le strategie più giuste da applicare per promuovere la visibilità del tuo brand e attrarre così un maggior numero di visitatori.

Uno degli strumenti principali che consente di analizzare numero di visite, durata delle sessioni, pagine consultate e tanti altri dati ancora relativi sia alle modalità di fruizione sia alle caratteristiche dei tuoi utenti è Google Analytics, un tool completamente gratuito associato a Google che permette di monitorare il traffico in entrata e uscita di qualunque sito web, esponendo i dati sotto forma di percentuali e grafici e consentendoti di catturare e confrontare le informazioni su base giornaliera, settimanale, mensile, annuale o addirittura secondo un arco temporale personalizzato.

Già, ma come fare ad attivare Google Analytics sul tuo sito? La procedura è abbastanza semplice, tuttavia, dato che non tutti hanno una grande confidenza con gli strumenti di Google, ecco una sintetica guida che puoi utilizzare se davvero vuoi iniziare a monitorare il tuo sito con gli Analytics di Google.

Come configurare Google Analytics

Per iniziare, è necessario che tu abbia un account Google come quello che usi per scaricare e leggere la tua posta Gmail: se non ce l’hai è necessario che tu te ne crei prima uno.

Una volta effettuato questo passaggio, la procedura per attivare il tool di analisi dei dati di Google sul tuo pc o sul tuo smartphone, è la seguente:

  1. Accedi al tuo account Google utilizzando nome utente e password indicati nel form di registrazione;
  2. Una volta entrato nel tuo account Google, accedi a Google Analytics per registrare il tuo sito web: ti sarà chiesto di inserire le informazioni generali del sito e alcuni dati della tua azienda;
  3. Dopo aver accettato le condizioni generali di fruizione del servizio, dovrai copiare il codice di monitoraggio di Google Analytics e incollarlo su tutte le pagine del sito, in corrispondenza del tag ‘body’;
  4. È preferibile creare un profilo (fino ad un massimo di 50) per ogni segmento di traffico da analizzare sul tuo sito come ad esempio ‘visite da motori di ricerca’ oppure ‘visite da campagne email’, assegnando una funzione specifica e un nome descrittivo ad ogni profilo;
  5. Verifica, al termine della procedura di attivazione, che tutti i dati di cui hai bisogno siano raccolti in modo corretto, altrimenti sarà necessario tornare indietro per impostate di nuovo la configurazione;
  6. Se ritieni di consultare i dati relativi al traffico del tuo sito soprattutto da dispositivi mobili, ti consigliamo di scaricare subito l’app ufficiale di Google Analytics che permette di visualizzare sul proprio smartphone grafici, dati e statistiche, dandoti anche in questo caso l’opportunità di fare confronti periodici impostando dei filtri.

Cosa puoi fare con Google Analytics

Ma cosa è in grado di rilevare Google Analitics? Una volta che ci avrai preso un po’ di confidenza (all’inizio potresti avere infatti qualche difficoltà ad orientarti, ma non preoccuparti, è del tutto normale vista la mole di informazioni) questo tool ti permette di apprendere, cliccando sulle varie sezioni come “Segmento di Pubblico”, “Comportamento”, “Acquisizione”, “Obiettivi” e così via, i seguenti dati:

  • il numero di sessioni che gli utenti hanno trascorso sulle pagine del tuo sito;
  • la durata media delle sessioni, vale a dire l’intervallo di tempo intercorso fra la prima e l’ultima azione compiuta dagli utenti che hanno visitato il sito;
  • il tempo medio trascorso su una pagina dai visitatori durante le varie sessioni;
  • il numero di nuovi utenti che nel periodo di tempo preso in esame hanno visitato il sito per la prima volta;
  • il numero di visitatori unici, vale a dire il numero di chi ha visitato il tuo sito, indipendentemente dal fatto se si sia collegato 1, 10 o 100 volte;
  • il numero di pagine visualizzate in media durante ogni sessione o visita ;
  • la frequenza di rimbalzo (Bounce Rate) che altro non è che la percentuale di persone che sono entrate e uscite dal tuo sito senza compiere alcuna azione: è chiamata così perché di fatto pagina di entrata e pagina di uscita coincidono.

Come vedi si tratta di termini abbastanza nuovi, ma non troppo difficili da comprendere ed imparare. Questi però non sono le uniche informazioni che puoi reperire tramite Google Analitics, esso infatti può anche dirti:

  • qual è la distribuzione delle visite per fascia oraria e giorni della settimana;
  • quali sono le pagine (chiamate anche “pagine di destinazione”) da cui entrano più frequentemente i tuoi utenti e quelle da cui escono (chiamate invece “pagine di uscita”);
  • la differenza fra il traffico generato da inserzioni a pagamento e quello generato invece da ricerche organiche dei visitatori (questo ovviamente se hai fatto campagne Pay per Clic o altri tipi di campagne SEM, se non le hai fatte visualizzerai solo traffico organico);
  • il tipo di dispositivo (pc, cellulare o tablet) da cui si collegano i tuoi visitatori;
  • i canali di “acquisizione”, vale a dire canali da cui provengono i tuoi visitatori, in altre parole se essi sono arrivati al tuo sito da inserzioni a pagamento, facendo una ricerca spontanea sul motore di ricerca oppure cliccando su un link diretto ad uno dei contenuti del tuo sito da pagine social o altre pagine web  (referral) che puntano alle tue.

E tanto altro ancora: purtroppo spiegarti in un singolo post tutte le funzioni di Google Analytics è praticamente impossibile, quindi per il momento ci fermiamo qui.

Quello che ci preme di farti capire ora è che, consultando regolarmente le statistiche del tuo sito, puoi davvero conoscere molte delle caratteristiche del pubblico che accede alle tue pagine, i canali che usa prevalentemente per arrivare a te e quali contenuti tende a prediligere: informazioni davvero molto preziose per comprendere se le strategie che hai attuato e stai attuando per portare più traffico al tuo sito hanno funzionato o stanno funzionando, in modo eventualmente da  modificarle, arricchirle o correggere il tiro.