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Quali sono i comportamenti maggiormente penalizzati da Google: ce ne parla l’esperto SEO di Medialabs Pierluigi Ionni

18 Mag, 2017

Search engine
by Sara Nicoli

Per assicurare al tuo sito un buon posizionamento nelle SERP è di fondamentale importanza evitare penalizzazioni da parte di Google.

Se l’argomento ti è nuovo e non hai nessuna idea di quali siano i comportamenti maggiormente penalizzati dal motore di ricerca, indubbiamente la cosa migliore è rivolgersi ad un esperto SEO: per affrontare il tema delle penalizzazioni SEO è, infatti, indispensabile avere almeno qualche conoscenza dei fattori ranking di Google, vale a dire i fattori in base a cui l’algoritmo del motore di ricerca assegna un determinato posizionamento ad ogni pagina pubblicata online.

Ecco allora di seguito i consigli per evitare penalizzazioni Google dell’esperto SEO di Medialabs Pierluigi Ionni.

<<La prima cosa da fare per avere un sito SEO Friendly, vale a dire che “stia simpatico” a Google in modo da non ottenere penalizzazioni – afferma Gigi – è la ricerca di falle nella costruzione di un sito, quali ad esempio la lentezza o la presenza di errori nel caricamento delle pagine.

Per ottimizzare un sito ci sono infatti alcuni passi obbligati da fare prima ancora di mettere mano ai contenuti: fra questi, inviare sempre la sitemap.xml (in cui ci sono gli URL delle pagine), caricare il file robots.txt (in cui si indica ai crawler le pagine del sito da analizzare) mettere i breadcrumbs (link per facilitare il percorso di navigazione) ed infine effettuare uno speed test per verificare la velocità di caricamento.

In presenza ad esempio di URL che portano a pagine non più esistenti, è necessario impostare un errore 404 per informare gli utenti che quel contenuto non esiste più: se non lo fai, rischi davvero di ottenere delle penalizzazioni dal motore di ricerca.

Oltre a questi aspetti – prosegue il nostro SEO Specialist – personalmente do molto peso anche alla SEO on-page, cioè all’ottimizzazione di alcuni parti del sito in cui le keywords sono di fondamentale importanza durante le ricerche degli utenti: sto parlando, per chi mastica già un po’ di glossario della Search Engine Optimization, del Tag title, della Meta-Description, dei Tag d’intestazione H1, H2, H3, dell’ URL assegnato alla pagina e dell’attributo Alt dato invece ai contenuti di immagine presenti all’interno della pagina stessa.

Il corretto posizionamento delle keywords, e non il loro uso smodato (keyword stuffing) che invece viene penalizzato da Google, rappresenta uno dei fattori di indicizzazione ad oggi più efficace, soprattutto se nel contenuto sono presenti anche sinonimi, iponimi e iperonimi della parola chiave, che aiutano a far comprendere bene al motore di cosa si parla all’interno del sito senza il bisogno di ricorrere ad un’unica keyword in modo ripetitivo e meccanico>>.

Da quello che ci dice Gigi, dunque i contenuti sono davvero molto importanti per assicurare un ottimo posizionamento al tuo sito: rimanendo dunque in tema di SEO on-page, quali altri comportamenti è bene non fare per non far scendere in picchiata un sito nel rank di Google?

<<Anche un contenuto non originale – continua Gigi – ma copiato in tutto o in parte da altri siti, causerà una penalizzazione da parte di Google. Allo stesso modo i contenuti duplicati, vale a dire che si ripetono in più pagine del sito, anche con URL parzialmente diversi, possono produrre un peggioramento del rank. Per ovviare a questo è necessario puntare su un’adeguata strategia di content marketing, che assicuri una migliore qualità dei testi, aumentando così la qualità del sito e dunque anche il numero di visitatori, il tempo di permanenza sulle pagine e il numero di pagine visitate.

Questo anche perché fattori come una frequenza di rimbalzo molto alta (tradotto in soldoni, un gran numero di visitatori che entra ed esce dal sito dalla stessa pagina senza visitare altre pagine) incidono in modo negativo sul posizionamento, riducendo l’autorevolezza del tuo sito.

Per comprendere meglio questi concetti, immagina che Google funzioni un po’ come funziona la tua testa: più un sito è interessante e pertinente all’argomento di cui tratta, più saranno le volte che andrai a visitarlo, per questo il motore di ricerca lo premia mettendolo più in alto nelle ricerche generate dagli utenti; al contrario, nel caso di un sito con contenuti scarsi e poco attinenti con quello che stai cercando, Google fa in modo di renderlo meno accessibile, assegnandoli una posizione più bassa nelle SERP>>

Pierluigi, sarai d’accordo con noi che non è possibile chiudere il quadro delle penalizzazioni SEO senza parlare dell’attività di Link building o costruzione di link.

<<L’attività di Link Building che rientra nel campo della SEO Off-page – precisa Ionni – è davvero molto importante per permettere al tuo sito di diventare sempre più pertinente ed autorevole: tuttavia, se i siti dove metti i tuoi link in entrata sono di scarsa o dubbia qualità, è sempre preferibile evitare, oppure utilizzare l’attributo nofollow.

È inoltre molto importante inserire anche link in uscita, verso siti che ovviamente godano di un’ottima reputazione, facendo attenzione che le pagine che metti siano attive; in alternativa e/ o aggiunta puoi anche inserire link interni alle tue pagine, facilitando in questo modo anche la fruizione dei contenuti del tuo sito e migliorando così la user experience.

Assolutamente da evitare invece il posizionamento di link a pagamento che puntano al tuo sito, perché questo rischia davvero di compromettere tutto il lavoro precedente, soprattutto se ottenuti in modo veloce o sospetto>>.