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Impegnarsi su temi di politica e attualità: quanto è utile per i brand?

Gillette, il meglio di un uomo”, motto della nota azienda di rasoi è tornato in auge in questi giorni ma con un nuovo significato.

Con un video pubblicato prima sui social e che sarà presentato nei prossimi giorni anche in tv in occasione del  Super Bowl 2019, la società del gruppo americano Procter & Gamble ha, infatti, voluto reinterpretare il proprio slogan che ormai circola dagli Anni Ottanta, schierandosi a sostegno del movimento #Metoo contro la violenza sulle donne e mettendo così in discussione il modello tradizionale di mascolinità.

Il video, in pochi giorni diventato virale sul web, ha non solo fatto infuriare molti uomini ma anche fortemente diviso il mondo del marketing: da una parte coloro che ritengono utile e valida per i marchi la strategia di prendere posizione su temi di scottante attualità, dall’altra quelli che oltre a ritenere inutile un’operazione di questo tipo, pensano addirittura che alle lunghe possa rivelarsi dannosa nel rapporto coi propri clienti.

Ci chiediamo quindi, dato che Gillette non è l’unico marchio che negli ultimi tempi ha deciso di impegnarsi su temi di politica e attualità, quanto è utile per i brand questo tipo di strategia?

Analizzando i dati di un’indagine sul mercato britannico, emerge ad esempio che nonostante  l’80% dei consumatori sia propenso a smettere di utilizzare un prodotto se in disaccordo con l’azienda produttrice su temi di particolare rilevanza politica e sociale, il prendere posizione su argomenti di grande importanza politica e culturale non è elencato come uno dei fattori chiave in grado di orientare le scelte di acquisto: contano decisamente di più elementi come la scelta di materie prime e ingredienti di qualità, l’utilizzo di imballi ecocompatibili e il comportamento equo nei confronti dei dipendenti.

Quindi, anche se il 76% degli intervistati si dichiara disponibile ad usare prodotti di aziende che siano attente a tematiche sociali, culturali ed economiche, di fatto il prendere posizione non rientra nelle aspettative che hanno i consumatori nei confronti delle loro aziende preferite.

C’è poi il rovescio della medaglia: più dei due terzi dei consumatori pensano infatti che molti brand sono o sarebbero pronti ad approfittare del prendere posizione su tematiche di attualità per trarne un vantaggio di tipo commerciale, giudicando questo comportamento molto disdicevole e portandoli addirittura a perdere fiducia verso il marchio stesso.

Regola numero uno, essere coerenti

A quanto pare, dunque, adottare la strategia dell’impegno può davvero rivelarsi controproducente, se non si rispettano alcune condizioni, la prima delle quali è la coerenza: un’azienda che decida di scendere in campo su determinati problemi deve prima chiedersi quanto la posizione che prende sia coerente non solo con la sua storia e la sua mission aziendale, ma anche con lo stile di comunicazione adottato in precedenza.

Se la filosofia di un brand si discosta molto da determinati valori o il suo stile di comunicazione è sempre stato improntato sulla leggerezza, agli occhi dei consumatori potrebbe apparire forzato optare oggi per una scesa in campo su temi che vanno invece verso una direzione diversa.

Forse ora ti starai chiedendo se non possono essere ammessi cambi di rotta: indubbiamente, scegliere di affrontare un tema di forte impatto sociale comporta sempre dei rischi, quindi, prima di farlo, è indubbio valutare a fondo le caratteristiche del proprio target e quali sono i valori incarnati agli occhi dei propri consumatori dak proprio brand.

E allora il caso della Gillette? Come è possibile trasformare uno slogan che in passato era collegato ad un ideale di mascolinità completamente diverso, in un monito alle nuove generazioni per cambiare direzione? Indubbiamente, operazioni di questo tipo non sono sempre destinate ad avere successo e portare risultati in termini di vendite: bisogna valutare a fondo quanto il messaggio che intendi comunicare sia in linea con la tua filosofia aziendale, la tua storia e il tipo di comunicazione che hai tenuto fino a quel momento.

Allora, conviene o non conviene impegnarsi?

Vediamo ora di rispondere al quesito principale del post: adottare una strategia dell’impegno quanto conviene ai brand?

Proviamo a rispondere prendendo come riferimento Taffo Funeral Service, la società romana di onoranze funebri che spesso nei propri post affronta con sagacia ed ironia tematiche sociali e politiche di primissimo piano, come nel caso che segue contro gli incendi dolosi.

 

Anche se i dati relativi al fatturato dell’azienda non sembrano aver riportato incrementi significativi da quando dal 2016 ha iniziato a proporre questo tipo di contenuti, gli obiettivi perseguiti con la strategia, vale a dire incrementare l’engagement e la brand awareness (notorietà di marca) sono stati pienamente centrati.

E tu che ne pensi, credi che una strategia come quella di Taffo e Gillette potrebbe essere utile al tuo brand? Se sei interessato a sviluppare contenuti di questo tipo non esitare a contattarci qui.

We Believe: The Best Men Can Be | Gillette

“Boys will be boys”? Isn’t it time we stopped excusing bad behavior? Re-think and take action by joining us at TheBestMenCanBe.org.

Gepostet von Gillette am Sonntag, 13. Januar 2019

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