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Come utilizzare il Search Engine Marketing (SEM) per promuovere la tua attività

Sono oltre 5,7 miliardi le ricerche effettuate ogni giorno su Google e la gran parte di queste servono agli utenti per trovare informazioni su prodotti e servizi. Non solo, stando ad alcuni dati Google da solo genera oltre il 57,8% del traffico diretto ai siti web. Questi dati da soli dovrebbero far capire quanto sia importante per un’azienda che vuole farsi trovare avere un sito web che sia ben visibile sui motori di ricerca.

La prima strada da battere per ottenere un buon posizionamento su Google è quella di ottimizzare il proprio sito secondo le tecniche SEO (Search Engine Optimization): questo ti permetterà di migliorare la tua posizione nelle SERP tra i risultati organici.

Tuttavia, questo a volte non basta per avere quella visibilità che desideri: questo il motivo per cui in molti casi è necessario utilizzare il Search Engine Marketing (SEM).

La prima cosa da dire è che, quando si parla di SEM, non si fa riferimento solo alla pubblicità su Google, ma in generale alle strategie di advertising su tutti i principali motori di ricerca. Ciò nonostante, a causa della predominanza di Google soprattutto nel nostro paese, quando si parla di tecniche di Search Engine Marketing (SEM) o Search Engine Advertising (SEA) la gran parte sia dei marketers sia dei loro clienti fa riferimento alle tecniche applicabili tramite il tool Google AdWords.

L’altra cosa importante da sapere è che rispetto alle altre strategie di marketing, compresi ad esempio le campagne DEM e il Display Advertising, il SEM rientra nelle strategie di Inbound Marketing in cui la promozione di un determinato brand, prodotto o servizio avviene nei confronti di persone che hanno già espresso interesse verso quello stesso brand, prodotto o servizio.

Questo perché, quando si fa una campagna SEM, non si vuole di convincere gli utenti bombardandoli di messaggi, ma si cerca di intercettare i loro bisogni e i loro interessi usando parole chiave o keyword che si pensa possano essere da loro utilizzate per trovare prodotti o servizi simili sul WEB. Altre strategie di Inbound Marketing molto utilizzate sono l’attività di blogging e il Social Media Management.

Ma vediamo ora nel concreto come utilizzare il Search Engine Marketing (SEM) per promuovere la tua attività.

Quali sono le strategie SEM più utilizzate

Fino a poco tempo fa, il termine SEM veniva utilizzato per indicare sia le tecniche SEO usate per intercettare utenti dalla ricerca organica, che le strategie di Search Engine Advertising (SEA), volte invece all’acquisizione di traffico tramite annunci a pagamento.

Oggi, invece, per SEM s’intendono esclusivamente le inserzioni sponsorizzate sui motori di ricerca (spesso indicate anche col termine di Keyword Advertising o più semplicemente come Google Adwords dato che questo è lo strumento più comunemente utilizzato) in cui rientrano:

  • Annunci Pay per Click (PPC) in cui il cliente paga in base al numero di click effettuati dagli utenti sull’inserzione pubblicata;
  • Annunci Pay per Call riferiti invece agli annunci di ricerca mobile in cui l’importo dell’inserzione viene addebitato ogni volta che l’utente fa una chiamata diretta da uno smartphone;

Sistemi di contabilità alternativi al CPC (Costo per Click) nella ricerca a pagamento sono il:

  • CPM (Costo per Mille Impressioni) in cui l’inserzionista paga un tot ogni mille visualizzazioni del proprio annuncio da parte degli utenti;
  • CPV (Costo per Visualizzazione) in cui invece il cliente paga per ogni singola visualizzazione di un annuncio o di un sito;
  • CPA (Costo per Azione o  per Acquisizione) utilizzato principalmente nel campo delle affiliazioni, in cui l’inserzionista paga ogni volta che l’utente che clicca sull’annuncio compie un’azione specifica come iscriversi a una newsletter, registrarsi a un sito, compilare un modulo o completare un acquisto su un sito e-commerce.

Tranquillo, da ora in poi niente più paroloni: nel paragrafo che segue Medialabs ti spiegherà in modo molto semplice quali sono gli elementi base per iniziare una Campagna Pay per Click.

Come avviare una Campagna Pay per Click (PPC)

Mettiamo che un utente abbia bisogno di riparare la sua lavatrice e faccia una ricerca su Google “riparatori di elettrodomestici” nella sua zona di residenza: una volta inserita la propria query nel campo Search otterrà una pagina di risultati in cui saranno ben visibili, in alto, i risultati sponsorizzati, contrassegnati dalla scritta “Ann.”, distinti a loro volta dai risultati organici.

Sia i risultati organici che quelli a pagamento non sono altro che dei link, cliccando sopra i quali hai la possibilità di accedere a dei contenuti pubblicati al Web come la pagina di un sito internet, un blog o una landing page.

Ovviamente, dato che per creare gli annunci sponsorizzati in Google Adwords occorrono soldi, la prima cosa da fare prima di iniziare una campagna Pay per Click è stabilire un budget, vale a dire quanto vuoi spendere per la pubblicazione dei tuoi annunci.

Se non hai alcuna idea di quanto investire non ti devi assolutamente preoccupare perché inserendo le keyword per le quali vuoi essere trovato all’interno di Google ADS, sarà lo stesso tool a darti un budget giornaliero consigliato per ottimizzare la pubblicazione dei tuoi annunci in base agli obiettivi prefissati.

Anche una volta stabilito il tuo budget giornaliero, nulla toglie che tu in seguito possa aumentare o diminuire la cifra stabilità in base ai risultati che intendi raggiungere; tuttavia, è bene sapere che investendo una cifra maggiore avrai più possibilità che il tuo annuncio venga visto, dunque cliccato, da più persone.

Oltre al budget è molto importante stabilire in partenza il target del tuo annuncio, vale a dire a quali persone mostrare la tua inserzione: Google Adwords ti consente di selezionare età, appartenenza di genere, area di residenza e altre importanti informazioni al fine di individuare un pubblico specifico per ciascuno dei tuoi annunci.

E una volta inserite tutte queste informazioni e aver scritto il contenuto della tua inserzione in modo accattivante? Beh, occorre stabilire anche dove mostrare i tuoi annunci Google: già perché oltre che nella Rete di Ricerca (cioè, come abbiamo detto all’inizio all’interno, dei risultati di ricerca) è possibile pubblicare le proprie inserzioni anche nella Rete Display di Google, vale a dire all’interno di siti web, blog e app che consentono di ospitare annunci del motore di ricerca.

Per quali aziende è utile fare campagne SEM?

Veniamo ora ad una domanda che molti spesso ci pongono: fare pubblicità su Google è utile per tutti i tipi di aziende? La risposta non può essere che una sola: Sì, tutte le aziende – medie, piccole o grandi – possono trarre grandi vantaggi dall’Advertising sui motori di ricerca, in quanto permette di ottenere visibilità in tempi molto più ristretti rispetto ad esempio alle tecniche SEO o al Social Media Marketing.

Chiaramente, per ottimizzare i risultati di questa strategia e soprattutto per evitare di spendere una fortuna occorre sempre affiancare gli annunci sponsorizzati con altre attività di marketing, come ad esempio la realizzazione di un Blog o l’invio di Newsletter.

Un ultimo consiglio? Non trascurare MAI l’ottimizzazione SEO del tuo sito, in quanto alle lunghe è quella che permette di ottenere i migliori risultati in termini di posizionamento per quanto riguarda i risultati organici.

Forse ora non ti resta che decidere se fare da solo oppure affidare la gestione della campagne pubblicitarie SEM a dei professionisti esperti: se vuoi avere un’idea delle attività di Google Advertising offerte da Medialabs clicca subito qui.

 

 

 

 

 

 

 

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